Zambot 3

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Titoli episodi e commento

ZAMBOT 3

(Muteki Chojin Zambot 3) [Nippon Sunrise 1977]

1. Zambot Ace, avanti!

2. Un aiuto inaspettato

3. Uniti per la vittoria

4. King Biar!

5. Un mare colmo di rabbia

6. Il ritorno di Gengoro

7. Chi è il nemico?

8. Ritorno a Tokyo

9. In lotta contro il tempo

10. Caccia all'uomo

11. Nella tana del nemico

12. Un triste compleanno

13. La lunga strada del guerriero

14. La promessa di Aki

15. Il coraggio e l'onore

16. Il dramma delle bombe-uomo 

17. Quando brilla una stella

18. Aki e Kappei

19. Fuga verso il domani

20. Il giorno della partenza

21. L'ultima battaglia

22. La fine di Butcher

23. Splendi per sempre!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SERIE:

Trama:

Un giorno Kappei, un ragazzino in gamba come tanti, viene convocato urgentemente dal nonno. Senza alcuna spiegazione, la madre lo spoglia, gli infila una tuta da pilota, gli da un casco e il giovane si ritrova alla guida dello Zam-bird, un veicolo spaziale potentissimo! Nonostante sia la prima volta che lo vede, Kappei non ha la minima difficoltà a pilotare il mezzo. Gli viene così spiegato che la sua famiglia, i Jin, sono originari del pianeta Bern, andato distrutto 200 anni prima. Per sfuggire ai Gaizock, loro mortali nemici, i Jin si rifugiarono sulla Terra, integrandosi perfettamente agli esseri umani. Il ragazzo era stato addestrato durante il sonno tramite ipnosi, nell'eventualità che un giorno i nemici li avessero localizzati. Quel giorno purtroppo era arrivato.
Assieme ai cugini Uchuta, alla guida dello Zam-Bull, e Keiko sullo Zam-base, convertendo lo Zam-bird nel robot Zamb-Ace, i tre veicoli possono combinarsi e formare il robot gigante Zambot 3.

Le famiglie Jin, Kamie (da cui proviene Uchuta) e Kamikita (di cui fa parte Keiko) erano fuggite su tre gigantesche navi spaziali (chiamate con molta fantasia Biar I-II-III) che, combinate tra loro, formano il "King biar", una vera e propria base per lo Zambot 3. Non appena "Killer the Butcher", sanguinario generale dei Gaizock , attacca, i Jin decidono di sacrificare la loro copertura terrestre, riesumando le Biar, per poter difendere al meglio la loro nuova patria ed evitare che finisca come Bern.

La popolazione terrestre però, invece di vederli come "eroi che difendono il pianeta", li additerà come unici responsabili della guerra, avendo guidato i Gaizock sulla Terra (cosa, tra l'altro, non del tutto falsa). Invece di aiutarli a cacciare l'invasore, alcuni terrestri arriveranno addirittura ad ostacolarli.

Questa per sommi capi è la storia di Zambot 3, una delle più belle serie robotiche dell'animazione giapponese. Chi a prima vista, vedendo "il robot gigante e i soliti alieni che attaccano" penserà di trovarsi di fronte alla solita solfa, avrà di che ricredersi. Ricordate che questa è un'opera di Yoshiyuki Tomino...

Ricordi che ci hanno spinto a rivederlo:

-Una buona dose di violenza sparsa ad arte nei vari episodi. Mi ricordavo scene in cui Kappei prendeva a pugni in faccia qualcuno e schiaffi che volavano a destra e a manca.

-Lo Zambot 3. E' una vera gioia vederlo combattere. Ha tantissime armi (mitici i sai!) e il mecha design è bellissimo (se mai cederò alla tentazione di comprarmi un "Soul of Chogokin", sarà proprio lo Zambot)!

-La drammaticità della storia. A differenza delle altre serie con robottoni, qua è guerra vera, le città non vengono ricostruite l'episodio dopo e la gente continua a piangere i propri morti.

-La diffidenza e l'astio con cui i terrestri trattano gli eroi, ci ricorda altre serie come Kyashan e Bem.

-Le azioni meschine dei nemici che vanno oltre il terrorismo più cruento. Ai tempi mi avevano colpito molto le puntate con le "bombe uomo".

-Il finale. Quando avevano trasmesso la serie in TV, non ero riuscito a vederla finire, ma sapevo che il finale era uno tra i più tristi mai visti...

Regge le aspettative?

L'animazione è buona e non fa uso di scene riciclate (escludendo l'agganciamento dello Zambot 3, of course). Le musiche sono bellissime e saranno sfruttate come base per quelle del Daitarn 3 (soprattutto quando lo Zamb-ace chiama la valigetta contenente il fucile che il robot compone prima di sparare, idea che verrà ripresa con la sequenza di Aran Banjo che richiama l'arma dalla Mach-patrol).

Offre pochi siparietti divertenti, ma d'altronde la serie non ha come obiettivo primario quello di sdrammatizzare...
Una cosa che abbiamo trovato particolarmente buffa, avviene in un episodio durante il quale compare la sorellina di Keiko. La bambina è veramente brutta e la musica di sottofondo risulta essere la stessa presente in scene drammatiche quali l'attacco dei nemici!!

La storia è molto bella ed originale e il finale si merita appieno la sua triste fama.
Una curiosità sulla bellissima sigla di fine episodio; in pratica alcuni versi tradotti dicono "Stella del cielo, noi non ritorneremo. Addio, addio, non ti rivedremo più". Ecco perché già in questa sigla, si respira una profonda aria di tristezza e morte.

 

Zanin