Daikengo

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Titoli episodi e commento

DAIKENGO

(Uchu majin Daikengo) [Tori Prod. per Toei Agency 1978]

 

1. L'inesorabile avventuriero dello spazio

2. Ryger non sta al gioco

3. Bryman, il vagabondo dello spazio

4. Le due stelle erranti

5. Il guardiano dello spazio

6. Il pianeta del tradimento

7. Il patto fraterno

8. Il doppio gioco di Baracross

9. Patto fraterno

10. Non c'è pace sul pianeta sacro

11. Ryger eroe del pianeta Holo

12. Un pianeta nella bufera

13. Il segreto del pianeta Bry

14. Fuori dalla orbita

15. Il fuoco sul pianeta Dragar

16. Gli uccelli robusti

17. Amicizia sul terzo pianeta

18. Il pianeta dei fantasmi

19. Il pianeta errante

20. Attacco ad Emperious

21. La croce di stelle

22. Terzo pianeta

23. Il complotto di Magellano

24. La sfida di Satan

25. Un faro nello spazio

26. La battaglia continua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SERIE:

Trama:

Il pianeta Emperius viene attaccato dalle truppe di Magellano, un potente impero intenzionato ad espandere il proprio dominio sull'universo. Ryger, principe del regno di Emperius, per difendere il proprio pianeta dai malvagi invasori e per vendicare la morte del fratello, il principe Samson (ucciso a tradimento da Roboleon, capo delle flotte di Magellano), decide di risvegliare Daikengo, un potentissimo robot, considerato da tutto il popolo alla stregua di un dio. Ryger partira' a bordo di Daikengo con al suo fianco Cleo, figlia del corrotto primo ministro di Emperius, e due simpatici robot: Anike e Otoke.

Assieme a Bryman, Cyborg vagabondo dello spazio, Ryger grazie a Daikengo difenderà i pianeti oppressi da Magellano e la liberta' dell'universo.

 

Ricordi che ci hanno spinto a rivederla:

-La mitica sigla

-Il design del robot, unico nel suo genere ad avere dei denti aguzzi tipo bestia feroce (altro che robot buono!)

-La storia poco conosciuta

 

Regge le aspettative?

Le animazioni della serie sono nella media delle produzioni di quegli anni (1978/79), anche se sicuramente molto inferiori a serie di maggior spessore quali Gundam e Daitarn III. Le musiche sono carine e divertenti, con i soliti 5/6 motivetti ripetuti in tutte le puntate.

Il vero punto di forza della serie è da ricercare non nelle animazioni o nelle soundtrack, bensì nella storia. In effetti pochi cartoni robotici (soprattutto dell'epoca) vantano una trama così ricca. Innanzitutto forse per la prima volta, tutta la vicenda si snoda in pianeti lontani migliaia di anni luce dalla terra (tranne che qualche puntata) e questo a mio avviso la differenzia dalle serie più classiche quali Mazinga, Jeeg, Ufo Diapolon, Daitarn, Zambot ecc...

I personaggi risultano tutti ben caratterizzati, soprattutto i due nemici: Roboleon e Lady Baracross. Quest'ultima è la diretta responsabile di Roboleon (da alcune frasi della serie parrebbe esserne anche la creatrice), ma, rispetto ai soliti comandanti malvagi e sanguinari, usa con Roboleon il classico trucco del bastone e della carota. Non si sa mai come reagirà Lady Baracross di fronte all'ennesimo insuccesso del povero robot (succube e innamorato della sua comandante), a volte la donna userà toni bruschi e severi verso il suo sottoposto, altre volte lo consolerà con un bacio, una carezza, una parolina gentile. In alcune puntate la stessa Baracross ammetterà di avere una predilezione per il 'suo' robot (soprattutto quando lo difenderà dalle accuse di incapacità lanciate dal sommo Magellano il grande).

Ricordavo il personaggio di Ryger come una figura forte, coraggiosa e autoritaria. Beh, è molto di più e molto peggio. In effetti il principe Ryger è un vero despota dal carattere duro almeno quanto il famoso Hiroshi di Jeeg. Più volte maltratta i due poveri robot Anike e Otoke (per certi versi più umani di lui..) ed è difficile riuscire ad averci a che fare (la stessa Cleo, della quale dovrebbe essere innamorato, non è esente da schiaffi e rimproveri).

Ultima nota: Il doppiaggio. Le voci sono ben azzeccate per tutti i personaggi (molto belle e divertenti quelle di Roboleon e Baracross). Il problema principale è dato (come in quasi tutte le serie degli anni '70/primi anni '80) dalla penuria di doppiatori utilizzati rispetto ai molti personaggi presenti nella serie. Risulta abbastanza triste la scelta di far parlare alcune figure all'apparenza importanti (come ad esempio il professor Guther o il re Swissler) in modi buffi e divertenti che però tolgono serietà a tutta la trama, rendendo anche particolari situazioni drammatiche, quasi ridicole.

Da segnalare la parola Cyborg, qui sempre e comunque pronunciata inspiegabilmente Siborg anziche 'saiborg'. Possibile che la direzione del doppiaggio non conoscesse ancora questa parola ad oggi piuttosto diffusa? Sarebbe interessante sentirne la pronuncia nella versione originale giapponese.
 

Geruge